Dott.sa Stefania De Chiara

Medico Chirurgo
Perfezionata in Dietologia Clinica
Master II livello internazionale

Stadtgasse, via centrale, 43 39031 Bruneck/Brunico (Bz)
s.dechiara@lifekey.it

Dott. Massimo Vitarelli

Laureato in Medicina e Chirurgia Esperto in Fisiologia dell’Esercizio Fisico
Stadtgasse, via centrale, 43 39031 Bruneck/Brunico (Bz)
m.vitarelli@lifekey.it

Squat: esercizio da palestra o movimento naturale?

HomeBlogMovimento: Corpo e MenteSquat: esercizio da palestra o movimento naturale?

Squat: esercizio da palestra o movimento naturale?

Lo squat è un esercizio molto conosciuto, ma prima di essere un esercizio è semplicemente uno schema motorio naturale, fondamentale per compiere azioni basilari come il raccogliere un oggetto dal suolo. Un bambino finché è abituato a giocare a terra eseguirà facilmente questo movimento; nell’adulto invece ci possono essere difficoltà a fare uno squat in accosciata completa (o semplicemente sotto al parallelo), mantenendo alcuni punti fermi: talloni al suolo, carico distribuito sulla parte centrale/posteriore del piede, schiena estesa, bacino in antero-versione,… Ciò viene determinato da un deficit coordinativo e di elasticità. Una rigidità eccessiva della catena posteriore (ad esempio un “accorciamento” dei muscoli posteriori della coscia), compromette in partenza la possibilità di utilizzare l’assetto più efficiente ed efficace alla risoluzione del problema motorio “squat”. Logicamente anche nel bambino servirebbe perfezionare lo schema motorio se parliamo di sport e contesti specifici, ma in un adulto cresciuto in “cattività” ci sono spesso impedimenti di base che possono essere difficili da superare senza metodo.
A mio modesto parere trovo controproducente praticare questo esercizio con carichi elevati senza avere la mobilità articolare necessaria. Quindi umiltà: prima di sollevare centinaia di kg in improbabili e controproducenti esecuzioni di squat parziali, intraprendiamo un percorso che ci permetta di ripristinare la fisiologica elasticità muscolare, necessaria al raggiungimento di uno schema motorio ottimale.

Riappropriarsi della capacità di stare comodamente accovacciati può portare diversi benefici:
correzione di defetti posturali
miglioramento delle capacità coordinative
miglioramento della sensibilità propriocettiva
incremento elasticità arti inferiori
incremento forza arti inferiori
miglioramento della funzionalità intestinale
miglioramento della funzionalità respiratoria
mantenimento/ripristino fisiologica mobilità (e salute) delle articolazioni

Raggiunto l’obiettivo di uno squat in accosciata completa (tecnicamente valido) possiamo apprendere diverse altre varianti

Questa varietà di movimenti ci permetterà di implementare ulteriormente i già citati benefici dello squat.
Solo a questo punto potrebbe essere utile lavorare sulla forza con l’aggiunta di sovraccarichi importanti (pesi leggeri potrebbero essere utili anche nella prima fase); l’allenamento dovrebbe comunque mirare, in primis, al miglioramento delle qualità coordinative, perchè un sistema nervoso centrale più efficiente determinerà “muscoli più forti” e articolazioni più stabili, non il contrario…
Quindi tre cose fondamentali: tecnica, tecnica e… tecnica!

Sorry, the comment form is closed at this time.