Dott.sa Stefania De Chiara

Medico Chirurgo
Perfezionata in Dietologia Clinica
Master II livello internazionale

Stadtgasse, via centrale, 43 39031 Bruneck/Brunico (Bz)
s.dechiara@lifekey.it

Dott. Massimo Vitarelli

Laureato in Medicina e Chirurgia Esperto in Fisiologia dell’Esercizio Fisico
Stadtgasse, via centrale, 43 39031 Bruneck/Brunico (Bz)
m.vitarelli@lifekey.it

Programma Stretching – Elasticità muscolare

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Programma Stretching – Elasticità muscolare

In realtà dovremmo parlare di viscoelasticità, ma per rendere il tutto più comprensibile parleremo semplicemente di elasticità. Quest’ultima è la capacità di un materiale di deformarsi sotto l’azione di una forza, per poi recuperare la forma originale terminata l’azione di quest’ultima. Questo concetto è fondamentale perché molti soggetti flessibili sono più lassi che elastici, avendo di conseguenza problemi sia dal punto di vista della performance atletica che dell’equilibrio strutturale e della salute (es. instabilità articolare, deficit di forza,…). Nell’essere umano l’elasticità come la forza è strettamente legata al sistema nervoso centrale.

L’obiettivo deve essere quello di sapere quali muscoli attivare e quali rilasciare per entrate in una postura. L’aumento di elasticità è importante che sia parallelo ad un aumento di forza e sensibilità prorpriocettiva: questo perché se ad un R.O.M. (range of motion) più ampio non si mantiene adeguata forza e controllo il rischio di infortunio aumenta.
Appoggiarsi su una struttura e aspettare che si allunghi non avrà come effetto un aumento di elasticità ma una deformazione. I muscoli devono diventare più elastici perché la nostra “centralina elettronica” viene settata su nuovi parametri, e tirarli passivamente non è il modo migliore per farlo.

I protocolli di quest’area andranno più in profondità rispetto a quelli sulla “mobilità articolare”, portando la persona ad incrementare anche notevolmente la propria capacità elastica e R.O.M. articolare. Si fonderanno insieme concetti e posture derivanti dalla cultura orientale (es. Yoga) a principi della moderna scienza occidentale. Esistono numerosi metodi di “stretching”: alcuni efficaci, atri meno, altri dannosi. Lo stretching passivo è dannoso nel 99% dei casi ed è quello più utilizzato! Sapere cosa fare, come e quando diventa indispensabile per migliorare realmente la propria elasticità senza incorrere in infortuni.

Obiettivi:
Aumento “Range of motion” articolare, Corretto allineamento, miglioramento delle simmetrie, correzione di problematiche posturali, sollievo dal dolore articolare, sollievo dal dolore muscolare, sollievo dal mal di schiena, prevenzione mal di schiena, miglioramento forza, miglioramento concentrazione, miglior consapevolezza del proprio corpo, recupero stress psico-fisico, compensazione lavori alta intensità.