Dott.sa Stefania De Chiara

Medico Chirurgo
Perfezionata in Dietologia Clinica
Master II livello internazionale

Stadtgasse, via centrale, 43 39031 Bruneck/Brunico (Bz)
s.dechiara@lifekey.it

Dott. Massimo Vitarelli

Laureato in Medicina e Chirurgia Esperto in Fisiologia dell’Esercizio Fisico
Stadtgasse, via centrale, 43 39031 Bruneck/Brunico (Bz)
m.vitarelli@lifekey.it

OBESITA’ E FITOTERAPICI

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OBESITA’ E FITOTERAPICI

Obesità… una parola, che è tutto un programma..una parola che racchiude tante situazioni e che accomuna molte persone.

Non è solo un accumulo eccessivo di grasso corporeo, ma una condizione che si accompagna a tante malattie accessorie quali iperglicemia, dislipidemia, ipertensione, infiammazione e stress ossidativo.

 

Sappiamo benissimo che il trattamento dell’obesità consiste in prima battuta in dieta e attività fisica, in casi molto gravi si ricorre a trattamenti farmacologici, quali ad esempio Orlistat (Xenical), che riduce l’assorbimento del grasso intestinale attraverso l’inibizione della lipasi pancreatica e Sibutramina (Reductil) che è un soppressore dell’appetito.. Purtroppo  il consumo di farmaci anti-obesità provoca effetti collaterali come alterazioni della pressione sanguigna e mal di testa.

In casi gravissimi, viene praticata anche la chirurgia bariatrica.

Sono pochi i medici che si dedicano allo studio di terapie complementari a dieta e attività fisica, ovvero che si occupano di concentrarsi sull’uso e sull’ applicazione  di alcune piante, che sembra possano esercitare un effetto positivo sul metabolismo dei lipidi e del glucosio e sembra che possano avere un azione antiinfiammatoria

In questo articolo cercherò di descrivervi la maggiorparte delle piante che possono essere utilizzate per potenziare il trattamento dell’ obesità.

1.1Camelia sinensis ( Thè verde)

La Camelia Sinensis, ovvero la piante del thè verde, ha una vasta gamma di azioni benefiche sul nostro metabolismo: inibisce la lipasi pancreatica,  riduce l’appetito ed aumenta la termogenesi.

I composti chimici che hanno presunta attività anti-obesità sono le epigallocatechine, in particolare l’epigallo-catechina 3 gallato, che riduce l’aumento di peso corporeo. 

2.2 Hibiscus sabdariffa ( Carcadè)

L’ibisco o il carcadè, è comunemente usata come bevanda analcolica contro infiammazione, ipertensione e disturbi del fegato, soprattutto in Egitto, Marocco, Senegal e Etiopia.

I meccanismi di azione sono i seguenti: down regulation dei geni coinvolti nel metabolismo lipidico, inibizione dell’accumulo di goccioline di grasso negli adipociti, down regulation delle lipasi pancreatiche, e delle sintesi degli acidi grassi.

I polifenoli responsabili di tale attività sono: kemferolo, delfinidina e acido clorogenico.

3.3 Hypericum perforatum ( Erba di San Giovanni)

L’erba di San Giovanni  è una pianta erbacea perenne, originaria dell’Europa e dell’Asia, e successivamente introdotta in America, dove è stata naturalizzata. Ha un potenziale sedativo in alterazioni come depressione, ansia e nevralgia . Diversi studi riportano che abbia una spiccata attività un’attività anti-obesità. 

Il meccanismo di azione in questione per tale composto è l’aumento della serotonina circolante, che di norma sopprime l’appetito.

Inoltre è ricca di polifenoli, quali: quercetina, rutina, iperforina e kempferolo, che sono utilissimi per la riduzione di colesterolo totale, LDL  e trigliceridi.

 

4.4 Persea americana ( Avocado)

L’avocado  appartiene alla famiglia delle  Lauraceae ed è originario dell’America centrale e meridionale. La sua coltivazione si è diffusa in Africa, Asia, Europa e Stati Uniti. Le foglie di avocado sono tradizionalmente utilizzate come trattamento alternativo per malattie come ipertensione, diarrea, piorrea, emorragia, mal di gola; mentre il frutto è consumato come cibo.

Non ci sono tante informazioni in letteratura sul suo meccanismo di azione, ed in questa direzione, dovranno essere effettuati, diversi studi clinici in merito.

Le sue parti vegetali contengono composti chimici funzionali quali: furano, flavonoidi e curarina, che hanno attività antidiabetica ed ipolipidemizzante

5.5 Phaseolus vulgaris  ( Fagiolo)

I fagioli comuni sono considerati un’importante fonte di proteine ​​nei paesi latino-americani. 

I meccanismi antiobesità  sono molteplici: inibizione dell’attività alfa-amilasi, inibizione dell’appetito, ed inibizione della biosintesi dei lipidi.

I polifenoli attivi sono i seguenti: quercetina, kempferolo,acido vanillico,  stachiosio, verbascosio, i quali hanno azione ipocolesterolemizzante, ipotrigliceridimizzante e antifiammatoria.

6.6 Capsico annuum ( Peperoncino)

Il capsicum annuo o peperoncino, viene utilizzato prevalentemente come cibo, ma utile anche per il trattamento di ulcere gastriche, reumatismi, alopecia e diabete.

Gli effetti antiobesità sono determinati principalmente dal fatto che  stimola la secrezione di catecolammine, promuove il dispendio energetico e riduce accumulo di massa grassa.

La capsaicina contenuta al suo interno, determina una riduzione dei trigliceridi sierici, del colesterolo sierico,  e della glicemia.

7.7 Rosmarinus officinalis  ( Rosmarino)

Il rosmarino appartiene alla famiglia Labiatae è un arbusto perenne sempreverde coltivato in molte parti del mondo e ampiamente usato come spezia, integratore alimentare e per applicazioni cosmetiche.Tradizionalmente, è stato usato nelle coliche renali come antispasmodico, per alleviare i sintomi della dismenorrea  e dei disturbi respiratori .

Il suo effetto anti-obesità  è dovuto all’acido carnosico, acido rosmarino e clorogenico e prevede: aumento dell’escrezione del grasso fecale , senza diminuire assunzione di cibo.

 

8.8 Ilex paraguariensis ( Yerba Mate)

Yerba mate è una pianta originaria delle regioni subtropicali e una delle più consumate del Sud America. La sua coltivazione avviene in Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Le sue foglie sono usate per preparare bevande diverse , usate come stimolante moderato del sistema nervoso centrale, diuretico e in preparazioni dimagranti.

Riduce infatti il colesterolo sierico, i trigliceridi ed il glucosio

L’effetto sull’assunzione di cibo è considerato il principale meccanismo anti-obesità: migliora infatti  il contenuto di neuropeptide Y e può contribuire alla correzione dell’iperfagia, indipendentemente dall’azione della leptina.

9.9 Citrus paradisi ( Pompelmo)

Il pompelmo è stato scoperto per la prima volta nelle foreste dell’isola caraibica, nelle Barbados. Ora è uno dei frutti ampiamente coltivati ​​negli Stati Uniti, in particolare in Florida, in California e negli altri stati meridionali semi-tropicali. Il frutto è un’ibridazione naturale di pomelo e arancia. La pianta è un albero di agrumi subtropicale e appartiene botanicamente alla grande famiglia delle Rutacee di agrumi del genere Citrus.

Anche se i pompelmi sono tradizionalmente utilizzati per perdere peso, ci sono solo alcuni studi relativi a questa attività.

Il possibile meccanismo antiobesità del pompelmo sembra essere l’aumento della  carnitina palmitoil-transferasi 1a (CPT1a) che è responsabile del trasporto di acidi grassi a catena lunga nei mitocondri attraverso il legame con la carnitina, e quindi favorisce la beta ossidazione dei grassi.

10.10 Citrus limon ( Limone)

La pianta di limone appartiene alla famiglia delle Rutaceae ed è la terza specie di agrumi più importante dopo l’arancio e il mandarino. Gli estratti grezzi di diverse parti di limone (foglie, gambo, radice e fiore) hanno attività antitumorale e potenziale antibatterico .

Un meccanismo anti-obesità riportato per il limone è l’ aumento della beta ossidazione nel fegato e nel tessuto adiposo. Il limone contiene molte sostanze fitochimiche importanti, tra cui composti fenolici (principalmente flavonoidi) e altri nutrienti e non nutrienti (vitamine, minerali, fibre alimentari, oli essenziali e carotenoidi), che riducono colesterolo e glucosio nel siero

11.11 Punica granatum ( Melograno)

Il melograno è un piccolo albero appartenente alla famiglia delle Punicaceae.

Il meccanismo anti-obesità riportato in letteratura per il fiore di melograno è l’espressione epatica di geni responsabili dell’ossidazione degli acidi grassi.

12.12 Aloe Vera ( Aloe)

L’aloe vera appartiene alla famiglia delle liliacee ed è ampiamente utilizzata nella produzione di prodotti alimentari e bevande, prodotti farmaceutici e cosmetici . Le specie di aloe sono state utilizzate in tutto il mondo a causa dei loro effetti antitumorali, anti-infettivi, anti-infiammatori, antiossidanti e lassativi

Il meccanismo antiobesità proposto per l’Aloe vera è la stimolazione del dispendio energetico e la  regolazione dei livelli di espressione dei geni epatici codificanti per gli enzimi lipogenici.

La composizione chimica di A. vera comprende componenti come i fitosteroli, ovvero lofenolo, 24-metilofenolo, 24-etilofenolo, cicloartanolo e 24-metilenecicloartanolo, antrachinoni, carboidrati, cromoni, enzimi, composti inorganici, lipidi, tannini, amminoacidi, proteine, saccaridi, vitamine, pectine, emicellulose, glucomannano, acemannano e derivati ​​del mannosio.Tutti questi composti sono importanti per ridurre il colesterolo totale, la glicemia, e i livelli di emoglobina glicosilata.

13.13 Taraxacum officinale ( Tarasacco)

Il Tarassaco (Taraxacum officinale), è un membro della famiglia delle Asteraceae / Compositae. È  considerato un medicinale erboristico per le sue proprietà antidiabetiche, coleretiche e diuretiche.Diversi studi hanno riportato che il trattamento con T. officinale potrebbe migliorare la salute, diminuendo l’infiammazione e i tumori. Il principale meccanismo anti-obesità riportato per T. officinale è l’inibizione in vitro e in vivo della lipasi pancreatica tuttavia, sono necessari ulteriori studi lasciando un campo aperto da esplorare.

14.14 Arachis hypogaea ( Arachidi)

Le arachidi appartengono alla famiglia delle Fabaceae. Le sue coltivazioni sono rilevanti in tutto il mondo.L’uso principale di arachidi è come cibo o come noci sgusciate o come fonte di olio di semi. I gusci di arachidi sono considerati come un residuo contaminante privo di valore. Gli studi degli anni 90’ le   considerano un valido alleato contro la malattia coronarica.

I gusci delle arachidi contengono diverse molecole bioattive, come la luteolina, alcuni acidi grassi, acidi caffeico, ferulico e benzoico, che sono in grado di inibire le lipasi, e quindi diminuire l’assorbimento dei grassi fecali.

Come possiamo concludere?

E’ sempre bene , quando si intraprendono percorsi di dimagrimento, valutare insieme al terapeuta, tutte le possibili opzioni terapeutiche ed eventualmente provare sempre ad integrare fitoterapici , piuttosto che farmaci, se non è strettamente necessario.

 

Dott.ssa Stefania De Chiara

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