Dott.sa Stefania De Chiara

Medico Chirurgo
Perfezionata in Dietologia Clinica
Master II livello internazionale

Stadtgasse, via centrale, 43 39031 Bruneck/Brunico (Bz)
s.dechiara@lifekey.it

Dott. Massimo Vitarelli

Laureato in Medicina e Chirurgia Esperto in Fisiologia dell’Esercizio Fisico
Stadtgasse, via centrale, 43 39031 Bruneck/Brunico (Bz)
m.vitarelli@lifekey.it

IL LATTE: NO GRAZIE!

IL LATTE: NO GRAZIE!

Il latte, nella nostra società occidentale, è un pilastro fondamentale dell’alimentazione a partire dall’epoca dello svezzamento..
Al bar la classica colazione ordinata da tutti è: “cornetto e cappuccino”, in tv sono migliaia le pubblicità di merendine farcite con latte fresco che fa crescere sani e fa tanto bene alle ossa..

Ma sarà tutto vero? Ci stanno prendendo in giro oppure no?
In questo articolo cercherò di fare chiarezza sull’argomento.

Piccola nota importante: non ho nulla in contrario al latte e ai derivati dello stesso, proveniente da mucche felici di pascolare in montagne ricche di fiori ed erbe profumate.. le mie riflessioni si concentreranno sul latte qualsiasi, quello che troviamo nei supermercati a basso prezzo che non fa nient’altro che danneggiare la nostra salute.
Scopriamo il perché…

Il latte è una secrezione bioattiva complessa che svolge un ruolo importante nella crescita e nello sviluppo dei mammiferi appena nati. Noi umani, siamo gli unici mammiferi che hanno accesso al latte e ai latticini nel corso della vita. Il latte vaccino contiene una serie di ormoni bioattivi tra cui IGF – 1 (4-50 ng / ml) e IGF – 2 (40-50 ng / ml). L’ IGF – 1, un importante stimolatore della lattogenesi, viene secreto nel latte. Livelli aumentati di IGF – 1 si trovano nel latte di mucche a cui è stato somministrato ormone della crescita ricombinante per aumentare la produzione di latte. La pastorizzazione e l’omogeneizzazione non alterano e riducono per nulla la sua attività. L’IGF-1 bovino e umano – sono identici e si legano con la stessa affinità al recettore IGF-1 umano. IGF – 1 rimane intatto mentre attraversa il tratto gastrointestinale, raggiungendo il plasma nella sua forma bioattiva. L’ aumento del consumo di latte negli adulti porta ad un aumento del 10-20% dei livelli sierici di IGF circolanti – 1, e nei bambini a un aumento del 20-30%. Il consumo di latte ha un marcato effetto insulinotropico. In particolare, la frazione di proteine del siero del latte aumenta ulteriormente i livelli di insulina mentre la caseina aumenta l’IGF – 1.
In sintesi a livello biochimico il influenza diversi segnali ormonali: l’insulina, l’asse del GH- IGF-1 (o somatomedina c), altera l’omeostasi dell’unità pilo-sebacea ed è un potente mitogeno in vari tessuti ghiandolari.

Ma chi è e cosa fa questo terribile IGF-1?..

Il GH, o ormone della crescita o somatotropina, viene secreto dall’ ipofisi, durante la pubertà in modo massiccio e si lega ai suoi recettori nelle cellule periferiche. Nel fegato, induce la sintesi e la secrezione dell’ormone polipeptidico IGF-1, che è il vero mediatore della crescita. Più del 90% dell’IGF circolante nel plasma è legato alla proteina-3 legante l’IGF (IGFBP-3) e il resto a IGFBP-1, -2, -4 e -6. La trasduzione del segnale IGF-1 avviene attraverso il recettore IGF-1 (IGF1R), un recettore tirosin-chinasi che può essere attivato anche dall’ insulina a bassa affinità. D’altra parte IGF-1 si può legare anche lui a bassa affinità al recettore insulinico..la cosa interessante di questa storia è che l’attivazione del recettore dell’ IGF-1 e del recettore insulinico promuove la proliferazione cellulare, la lipogenesi e la crescita, ma inibisce l’apoptosi.

Perché dico no a latte e derivati? Perchè li sconsiglio alla maggiorparte dei miei pazienti?
Ecco di seguito tutte le motivazioni, e spero vi bastino se non a sospendere il consumo di latte e derivati, quantomeno a limitarlo fortemente.

1) IGF-1 aumenta nelle ghiandole surrenali la sintesi di deidroepiandrosterone solfato ( DHEAS ) e gli studi in questo senso ci dicono che DHEAS induca l’acne comedonica. Non è inusuale osservare tra gli adolescenti che si imbottiscono di caffè-latte,un’ epidemia di acne, che spesso viene curata con farmaci , del tutto inutili e con effetti collaterali..

2) IGF – 1 è fondamentale per la steroidogenesi ovarica ed è stato anche associato alla patogenesi dell’iperandrogenismo ovarico nella sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) . I pazienti con PCOS hanno spesso elevati livelli di IGF – 1 e insulina ,nonché resistenza all’insulina, livelli elevati di DHEAS, irsutismo, cicli mestruali irregolari e acne.

3) L’aumento dell’obesità infantile è un problema serio nelle nazioni industrializzate occidentali. Non solo i sebociti, ma anche gli adipociti, sono IGF – 1 – dipendenti. IGF – 1 induce la differenziazione terminale dei pre – adipociti in adipociti. Pertanto si deduce che eccessi, oltre la fisiologia di IGF-1, determinano aumento del rischio di sviluppare obesità!

4) L’IGF – 1 è un mitogeno che stimola la crescita, la differenziazione e inibisce l’apoptosi, e pertanto è un promoter tumorale. Vari studi hanno dimostrato una correlazione tra elevati livelli sierici di IGF – 1 e un’aumentata incidenza di cancro al seno, alla prostata, al colon-retto e al polmone. La maggior parte dei tumori ha un’alta espressione di IGF1R.

5) Nelle donne in gravidanza, il consumo di latte aumenta i livelli sierici di IGF – 1, determina un rischio aumentato di macrosomia fetale e può alterare l’ambiente intrauterino a tal punto da aumentare la predisposizione per il cancro al seno in età adulta.

6) Negli uomini è stata trovata una correlazione lineare altamente significativa tra il consumo di proteine del latte non fermentato e la mortalità per malattia coronarica. Gli esperimenti sugli animali hanno dimostrato l’effetto aterogenico di IGF -1. I recettori IGF – 1 sono espressi in abbondanza dalle cellule muscolari lisce dei vasi e si può dedurre che a concentrazioni elevate, l’IGF – 1 nel plasma superi le barriere endoteliali dei vasi e stimoli le cellule nelle placche ateromatose. Quindi un aumento dei livelli di IGF – 1 a causa del consumo di latte potrebbe accelerare lo sviluppo dell’aterosclerosi.

7) Il principale fattore di rischio per lo sviluppo di malattie neurodegenerative è l’età . Esiste una relazione tra l’invecchiamento della cellula e un accumulo di proteine tossiche, che è la caratteristica comune a tutte le malattie neurodegenerative. La cascata di segnalazione insulina / IGF – 1 svolge un ruolo centrale nella regolazione della durata della vita. È l’elemento di collegamento tra invecchiamento cellulare, proteotossicità e sviluppo di malattie neurodegenerative. La sovrastimolazione dell’IGF – 1 – le vie di segnalazione nel cervello dovute al consumo di latte potrebbero quindi accelerare l’insorgenza della malattie neurodegenerative.

8) Nella nostra società è in aumento esponenziale, l’incidenza di malattie atopiche. Il timo è l’organo che regola, in tenera età, la regolazione della nostra immunità. Questo piccolo organo elimina mediante apoptosi (morte cellulare programmata) le cellule con potenziale autoimmune..ma sappiamo benissimo che IGF-1 inibisce questo prezioso meccanismo di sicurezza. Gli studi in questo senso ci dicono che se il consumo di latte in gravidanza è elevato, un maggior quantitativo di IGF-1 attraversa la barriera placentare, e può compromettere i meccanismi apoptotici del timo fetale.

Alla luce di questi 8 punti, che vi ho descritto (per approfondimenti potete consultare la bibliografia a fine articolo), è bene rivedere, con occhio scientifico, le nostre credenze radicate sulla effettiva salubrità dei prodotti lattiero-caseari.
E’ giunto il momento di considerare il latte, non solo come l’unico alimento che possa fortificare le nostre ossa, ma bisogna prendere in considerazione le complesse relazioni che instaura in tutti gli organi del nostro corpo. Il consumo di latte durante la gravidanza, in particolare, dovrebbe essere attentamente valutato; i cambiamenti intrauterini negli assi regolatori possono avere un impatto negativo sulla vita successiva, predisponendoci a malattie croniche. L’acne persistente in età adulta, specialmente nella PCOS, dovrebbe essere motivo di valutazione dei livelli di IGF – 1 e potrebbe aumentare la possibilità di un aumento del rischio di cancro. Dato l’effetto del promotore tumorale di IGF – 1, i pazienti con malattia tumorale dovrebbero limitare il consumo di latte e proteine del latte. Lo stesso vale per i pazienti con malattia coronarica e con una storia familiare di malattia neurodegenerativa. Il consumo di latte è già stato identificato come un fattore aggravante nell’epidemia di acne tra gli adolescenti e sono stati riportati successi preliminari con una riduzione del consumo dello stesso.
DETTO QUESTO A VOI LA SCELTA..IO VI HO INDICATO LA MIA.

Dott.ssa Stefania De Chiara

APPROFONDIMENTI:
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– Cappel M, Mauger D, Thiboutot D.Correlation between serum levels of insulin‐like growth factor 1, dehy‐droepiandrosterone sulfate, and dihydrotestosterone and acne lesion counts in adult women. Arch Dermatol2005; 141: 333–338.
– Cara JF. Insulin‐like growth factors, insulin‐like growth factor binding proteins and ovarian androgen production. Horm Res 1994; 42: 49–54.
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-Hoppe C, Molgaard C, Michaelsen KF. Cow’s milk and linear growth in industrialized and developing countries.Annu Rev Nutr 2006; 26: 131–173.
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Milk consumption: aggravating factor of acne and promoter of chronic diseases of Western societies.
– Clemmons DR. Modifying IGF1 activity: an approach to treat endocrine disorders, atherosclerosis and cancer.Nature Rev 2007; 6: 821–833.