Dott.sa Stefania De Chiara

Medico Chirurgo
Perfezionata in Dietologia Clinica
Master II livello internazionale

Stadtgasse, via centrale, 43 39031 Bruneck/Brunico (Bz)
s.dechiara@lifekey.it

Dott. Massimo Vitarelli

Laureato in Medicina e Chirurgia Esperto in Fisiologia dell’Esercizio Fisico
Stadtgasse, via centrale, 43 39031 Bruneck/Brunico (Bz)
m.vitarelli@lifekey.it

I dolcificanti artificiali fanno male?

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I dolcificanti artificiali fanno male?

I Dolcificanti artificiali sono pubblicizzati come innocui, come semplici coadiuvanti delle diete ipocaloriche, per renderle più sopportabili.. ma sarà davvero così? In questo articolo descriverò come e quando sono nate queste sostanze, i pro ed i contro delle stesse e mi focalizzerò su come a mio parere, sia utile liberarcene definitivamente.

I dolcificanti nascono per caso in laboratorio, dalla curiosità di scienziati che per sbaglio hanno assaggiato il contenuto delle provette con i loro esperimenti, rendendosi conto del sapore dolce degli stessi.
Nel 1879 nasce la saccarina, 300 volte più dolce del saccarosio ma con un retrogusto amaro.
Nel 1937 nasce il ciclammato, che da sempre è stato miscelato con la saccarina, migliorandone sicuramente il sapore. E’ 30 volte più dolce del saccarosio, ma con un sapore più persistente.
Nel 1958 saccarina e ciclammato vengono approvati dalla Food and Drug Administration (FDA), come composti sicuri per la salute umana..
Stranamente nel 1969 la stessa FDA ha dichiarato il ciclammato un potente cancerogeno, e nel 1977 voleva vietare anche la saccarina, che sembra, da esperimenti su topi, essere causa di cancro alla vescica. Nonostante ciò, il ciclammato, continua ad essere commercializzato in 50 Paesi nel mondo!
Nel 1965 nasce l’aspartame, costituito dall’ unione di due amminoacidi fenilalanina e aspartato.
Non è totalmente senza calorie (4 kcal/gr), non resiste al calore, ha un sapore circa 200 volte piu’ dolce dello zucchero, non è adatto a persone che soffrono di fenilchetonuria e viene metabolizzato in fenilalanina, metanolo e acido aspartico. Nel 1996 viene  approvato dalla FDA come dolcificante.
Nel 1967 nasce l’acesulfame k, con lo stesso potere dolcificante dell’aspartame, ma resistente al calore..quindi adatto a cotture prolungate.
Infine nel 1979 nasce il sucralosio, 600 volte più dolce dello zucchero, resistente anch’esso alle alte temperature, quindi utilizzabile in prodotti da pasticceria e fruibile anche da parte di chi soffre di fenilchetonuria.

I dolcificanti artificiali non calorici, seppur nascono con lo scopo di essere usati nei pazienti diabetici, per stabilizzare la glicemia, vengono spesso utilizzati da tantissime persone, che desiderano risparmiare calorie, continuando ad assaporare il gusto dolce in bocca.
Attualmente li possiamo trovare ovunque, bibite gassate, cibi surgelati, farmaci..anche perché sono sicuramente piu’ economici dello zucchero normale..

Siamo sicuri che nonostante non abbiano calorie, se li assumiamo con regolarità perdiamo peso e non ingrassiamo?
Gli studi epidemiologici in merito non dimostrano questo, anzi!

Negli anni 70-80 il Sant’ Antonio Heart Study, il Nurses’ Health Study e lo studio dell’American Cancer Society, hanno mostrato una correlazione positiva tra assunzione di bevande gassate sugar free e aumento di peso.
Nel 2000 gli studi si sono focalizzati anche sui bambini ed hanno rilevato che i bevitori di bibite gassate sugar free, avevano un BMI significativamente piu’ elevato, rispetto ai non bevitori.

Ma perché succede tutto questo?
Perché pur non assumendo calorie con i dolcificanti artificiali, aumentiamo di peso?

La risposta è semplice:
il sapore dolce, indipendentemente che sia prodotto dallo zucchero, o dai dolcificanti artificiali, aumenta l’appetito nell’uomo.
L’aspartame aumenta il desiderio di fame soggettiva, in misura notevolmente superiore al saccarosio!
Cio’ vuol dire che ingrassiamo semplicemente perché ci fanno venire fame e quindi mantengono alto il bilancio energetico complessivo!
I topi in laboratorio che assumevano saccarina, rispetto ai controlli che assumevano zucchero, si sono rivelati con maggiore adipe sottocutaneo e con maggiore peso corporeo..questo perché molto probabilmente la saccarina li ha spinti a mangiare di più!
L’ipotesi, quindi è la seguente: se vie è un disaccoppiamento tra sapore dolce e contenuto calorico, si può avere un eccesso di cibo compensativo ed un bilancio energetico positivo!

Perché mangiamo? Cosa ci spinge a ricercare cibo, preferibilmente dolce?

Facile:
mangiare determina benessere, appagamento..l’atto del mangiare e la gratificazione che ne deriva, condivide gli stessi circuiti neuronali del piacere sessuale o dell’abuso di droga o del gioco d’azzardo!

In poche parole è una DIPENDENZA!!!

Analizziamo insieme il complesso pattern nervoso che contraddistingue la ricompensa da cibo.
Ci sono fondamentalmente due modalità neuronali che ci rendono sazi e felici:
una sensoriale ed una di natura post-ingestiva.
La componente sensoriale prevede che, quando mangiamo alimenti gratificanti, si attiva il sistema dopaminergico, che ha un ruolo chiave nel riconoscere stimoli edonistici.
Infatti: quando mangiamo l’informazione percepita dai nostri recettori, sulle papille gustative, arriva al talamo, all’insula anteriore e alla corteccia orbitofrontale..il ruolo più importante e’ svolto dall’amigdala che effettua connessioni reciproche lungo tutti i livelli del percorso.
La componete post-ingestiva prevede il rilascio di segnali neuronali positivi e negativi, in relazione al senso di sazietà meccanica. L’ipotalamo regola la ricompensa alimentare post-ingestiva secernendo differenti neuropeptidi che regolano energia, equilibrio osmotico e comportamento alimentare.

Ma perché ho descritto tutto questo in un articolo che parla di dolcificanti artificiali?

Perché prove crescenti suggeriscono che i dolcificanti artificiali non attivano i percorsi di ricompensa del cibo, allo stesso modo dei dolcificanti naturali..quindi la mancanza di calorie, elimina la componente post-ingestiva.
Inoltre numerosi studi in letteratura confermano che i dolcificanti artificiali non attivano i recettori gustativi, allo stesso modo dei dolcificanti naturali.
Di norma questi ultimi attivano maggiormente le aree gustative superiori quali: insula, amigdala e corteccia orbitofrontale.
Infine c’è da sottolineare una cosa importante:, proprio perché sono dolci, incoraggiano il desiderio di zucchero e la dipendenza dallo stesso.

E’ chiaro che man mano dovremmo abituarci sempre di più a sapori naturali, equilibrati ed armonici..il risultato sarà sicuramente una perdita di peso, un maggiore benessere, un’ aumento della concentrazione..e finalmente perché no?
Potremmo scoprire che le fragole sono veramente dolci e non c’e’ bisogno di condirle più con zucchero e limone..oppure per i piu’ attenti alla linea con limone e dolcificante artificiale!

Dott.ssa Stefania De Chiara

Bibliografia

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