Dott.sa Stefania De Chiara

Medico Chirurgo
Perfezionata in Dietologia Clinica
Master II livello internazionale

Stadtgasse, via centrale, 43 39031 Bruneck/Brunico (Bz)
s.dechiara@lifekey.it

Dott. Massimo Vitarelli

Laureato in Medicina e Chirurgia Esperto in Fisiologia dell’Esercizio Fisico
Stadtgasse, via centrale, 43 39031 Bruneck/Brunico (Bz)
m.vitarelli@lifekey.it

EMICRANIA: cibo amico o nemico?

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EMICRANIA: cibo amico o nemico?

Emicrania…parliamo di un disturbo abbastanza diffuso ai nostri giorni, che colpisce prevalentemente le donne rispetto agli uomini, con una frequenza stimata di circa il 14,4%.

Cosa significa Emicrania? È una forma di mal di testa, che nasce da un punto specifico ad esempio la regione anteriore del cranio o la regione laterale, che si può tranquillamente estendere fino alle tempie o alla fronte.

Quanto dura l’Emicrania? Il disturbo può durare da poche ore ad addirittura giorni ed il dolore può essere insopportabile.

Come si manifesta  l’ Emicrania? Dolore pulsante, vomito, sensibilità a luce e suoni. A volte può essere preceduta da lampi di luce, oppure formicolio a gambe o braccia. Se sono presenti questi sintomi accessori, l’Emicrania si definisce con AURA.

Alcuni pazienti diventano molto irritabili, hanno rigidità del collo, disturbi del linguaggio, dolore addominale, brividi  e forte alterazione dell’umore.

Come si può classificare l’Emicrania?  E’ episodica se gli episodi di dolore si verificano con una frequenza inferiore a 15 giorni al mese, è cronica quando questa frequenza è superiore ai 15 giorni citati.

Cosa fa il paziente con Emicrania? Si rifugia e si mette al riposo al buio, in un posto silenzioso.

Come si fa la diagnosi di Emicrania? La diagnosi è clinica, di solito effettuata dal medico di base.

Come si può curare l’Emicrania? Di base si utilizzano comunemente antidolorifici, ma alcuni pazienti diventano facilmente refrattari, pertanto si utilizzano i Triptani. Questi ultimi determinano una vasocostrizione a livello dei vasi sanguigni cerebrali ed ostacolano la propagazione del dolore.In alcune situazioni si possono utilizzare farmaci a scopo preventivo, di solito a somministrazione giornaliera, tipo farmaci antiipertensivi, antidepressivi a basso dosaggio oppure antiepilettici.

Quali sono gli approcci dietetici da usare in un paziente con Emicrania?

L’emicrania  è un disturbo, in realtà, multimodale e pertanto può essere passibile di trattamento non solo farmacologico, ma anche dietologico di supporto. In letteratura sono stati studiati vari approcci alimentari che possono essere utilizzati a favore di chi soffre di questa patologia.

Fin dai tempi di Ippocrate è stato ben capito che il digiuno terapeutico avesse una valenza importante nella gestione di pazienti con emicrania. Attualmente sia il digiuno intermittente, che le diete chetogeniche, sono utilizzate con successo nel management di questo disturbo. In entrambi gli approcci la restrizione dei carboidrati è neuroprotettiva, migliora la funzione mitocondriale e la produzione di ATP. 

Per quanto riguarda le diete a basso impatto glicemico, sono abbastanza tollerate e hanno pochi effetti collaterali. In questo modello dietetico i carboidrati sono limitati a 40-60 grammi al giorno, ovviamente con un indice glicemico inferiore a 50. I carboidrati provengono principalmente da legumi, verdure, frutta e cereali ricchi di fibre.

Questa strategia dietetica determina  riduzione notevole dell’infiammazione e quindi degli attacchi di emicrania. Di base comunque i soggetti obesi e con iperinsulinemia, sono più predisposti ad emicrania e/o mal di testa in generale.

L’ipotetica relazione tra obesità e emicrania è stata collegata ad un rilascio elevato di marker infiammatori. Tra gli agenti proinfiammatori studiati, è stato riportato un livello elevato di proteina C-reattiva (CRP), noto come marker di infiammazione sistemica, sia negli individui obesi che nei pazienti con emicrania.

Hanno un ruolo determinante gli acidi grassi omega tre nella riduzione degli attacchi di emicrania?

Assolutamente si, infatti numerosi studi lo testimoniano. Aumentare assunzione di omega tre, sia sotto forma alimentare che sotto forma di supplementi può contribuire a bilanciare lo squilibrio infiammatorio in tali pazienti.

Ci sono alimenti sì o alimenti no per il trattamento dell’emicrania?

Ogni paziente  che soffre di emicrania può avere un trigger specifico o un set unico di trigger. È noto che alcuni tipi di alimenti e bevande possono agire come fattori scatenanti . Formaggio, cioccolato, agrumi, alcool, caffè, pomodori, tonno, sgombro, prodotti lievitati, pesce non freschissimo e vino rosso sono tra gli alimenti proposti che possono scatenare attacchi di emicrania.  A questi si possono aggiungere le bevande ricche di solfiti, quali il vino bianco e l’aceto bianco. Tuttavia, in base alla mia esperienza clinica, non tutti sono sensibili agli stessi alimenti e quindi è bene fare una dieta di esclusione mirata e gestire in modo assolutamente personalizzato ogni singolo paziente.

Concludendo, è chiarissimo che ,un paziente con emicrania, è vero sì che ha necessità di trattamento farmacologico, ma anche un approccio dietetico mirato può essere di valido supporto, si mediante diete di esclusione , che mediante supplementazione ed integrazione, in caso di carenze ben documentate. E’importantissimo non fare mai fai da te, ma avvalersi sempre di medici competenti, per evitare di eliminare anche alimenti che in realtà sono per noi essenziali e non pericolosi.

Dott.ssa Stefania De Chiara

Per ulteriori approfondimenti:

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